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Utilities e flotte: come gestire i fondi dedicati alle aziende

Fleet Management, Software gestione automezzi

Gestione flotte: come usare i fondi recovery plan

16 feb, 2021

In Italia esistono circa 500 aziende di servizio partecipate in forma più o meno estesa da comuni, regioni e consorzi pubblici che gestiscono servizi di pubblica utilità quali la distribuzione di gas, il servizio idrico integrato, il ciclo dei rifiuti.

Ciascuna di esse dispone di una flotta di mezzi e dedica una parte rilevante delle proprie risorse alla loro gestione.

Il recovery plan, dunque il piano europeo destinato alla ripresa economica, prevede lo stanziamento di fondi per quelle aziende pubbliche che rinnoveranno in modo virtuoso le proprie flotte.

L’obiettivo è la riduzione dell’impatto ambientale e lo si può ottenere in diversi modi.

Esaminiamone due:

  1. Riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto;
  2. Aumento dell’uso di mezzi ad alimentazione elettrica.

Ogni azienda che si occupa di servizi può e deve aspirare al raggiungimento di questi obiettivi e, la moderna tecnologia applicata alla mobilità costituisce un utile supporto.

 

1. Riduzione dell’impatto ambientale dovuto alle emissioni dei mezzi di trasporto

Spesso la tipologia di servizio svolto e la modalità di erogazione dello stesso rendono difficile riuscire a migliorare questo aspetto fondamentale. 

Pensiamo ad esempio al mondo dei rifiuti. 

Non è semplice ridurre le emissioni di mezzi, soprattutto se pesanti, dedicati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti. 

Sarà possibile sostituire i mezzi, prenderne di più recenti, ma certamente percorsi e fermate per la raccolta resteranno gli stessi.

 

Come fare dunque per ridurre i consumi e le emissioni?

In prima istanza sarà fondamentale monitorare i propri mezzi, non solo in risposta alle disposizioni di legge, che in modo più o meno chiaro hanno indicato questa strada per i mezzi dei rifiuti, ma soprattutto per conoscerne i comportamenti ed evidenziare gli eventuali miglioramenti.

Ogni mezzo potrà, infatti, avere consumi ed emissioni diverse a seconda del territorio in cui girano o dell’autista che lo guida.

È dunque la tecnologia o il fattore umano a fare la differenza?

La risposta è certamente il fattore umano. Un sistema di monitoraggio della flotta sarà solo lo strumento attraverso il quale prendere atto di quanto l’essere umano possa fare la differenza.

Uno stile di guida consapevole e formato all’uso corretto degli strumenti presenti a bordo del mezzo, può determinare una riduzione di consumi ed emissione fino al 5 % nell’arco di un anno. 

Formare i propri driver ad una guida ecosostenibile è dunque tra le azioni possibili per riuscire a rispondere alle richieste della nostra epoca.

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2. Aumento dell’uso di mezzi ad alimentazione elettrica

Un altro strumento in grado di incidere fortemente sulla capacità di migliorarsi dal punto di vista ambientale è certamente quello di sostituire un numero sempre maggiore di mezzi ad alimentazione termica, con altrettanti veicoli ad alimentazione elettrica.

Dopo aver dibattuto a lungo sulla reale riduzione di emissioni che si sarebbe ottenuta scegliendo mezzi a gpl o a metano invece di mezzi a benzina diesel - opinione più volte smentita da riviste specialistiche - appare ormai evidente che la sola scelta veramente efficace resta quella dell’elettrico.

Certo, un aspetto da non trascurare è quello di una rete di punti di ricarica tutt’altro che capillare sul territorio Italiano e che rende, ad oggi, piuttosto complicato virare in modo deciso verso l’elettrico. 

Proprio grazie al sostegno europeo Comuni e regioni potranno disporre di fondi, peraltro in parte già disponibili, e mirati proprio alla installazione di punti di ricarica all’interno e all’esterno dei centri abitati.

Nel medio periodo, dunque, l’elettrico potrà diventare una realtà e le società di servizio pubbliche potranno dare il proprio contributo significativo alla causa ambientale.

Anche in questo caso però sarà indispensabile rieducare i propri driver ad una guida diversa.

Infatti un mezzo elettrico ha delle caratteristiche meccaniche molto diverse rispetto ai mezzi tradizionali che richiedono una modalità di guida assai differente, in caso contrario il risparmio ottenuto dal punto di vista del carburante sarà solo una illusione, dal momento che manutenzioni al sistema frenante e ai pneumatici aumenteranno in modo esponenziale.

In conclusione, appare evidente che raggiungere l’obiettivo di innovare in ottica Green la flotta di una società di servizi, utilizzando magari fondi europei dedicati, è possibile e per farlo si potranno utilizzare strumenti specifici e il supporto di persone specializzate, in grado di accompagnarci lungo tutto il percorso, consentendoci di fare le scelte più giuste per le nostre necessità.

Risparmio, riduzione delle emissioni, ottimizzazione delle risorse non è solo un obiettivo europeo,  è anche il leitmotiv di DRIVEvolve.

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Scritto da

Patrizia Marengo - Responsabile clienti post-vendita
Patrizia Marengo - Responsabile clienti post-vendita

Laureata in Diritto Internazionale e abilitata alla Professione di Consulente del Lavoro, mi sono occupata per diversi anni di Risorse Umane, e da 13 mi occupo di Fleet Management. Ho lavorato per circa 20 anni in una Multiutility con oltre 2000 dipendenti, nella quale gestivo, tra gli altri servizi, 700 tra mezzi commerciali e da lavoro. Da circa un anno ho deciso di cambiare lavoro e l'ho fatto mettendo a frutto l'esperienza maturata proprio nella gestione delle flotte aziendali. Trovo che si tratti di un settore estremamente stimolante e in continua evoluzione, in grado di offrire sempre nuove occasioni !

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